Ricordo che ancora godevo per la visione e ascolto del concerto di Mika. Quelle note e quelle immagini mi zompettavano di neurone in neurone. Poi due amiche a casa mia, e vado con loro ad una festa di compleanno. Eravamo in tanti, no, in pochi, no, la stanza era piccola. Si chiacchera, ci sono CocaCola, torte, Sambuca, biscotti, whiskey. Arriva un tizio, porta come regalo un conopeo d’altare. Si chiacchera, di università, di arte, di mercato antiquario. Ma anche di macchine, feste, serate, strade. Se ne va una delle amiche con cui andai a questa festa. Rimaniamo io, l’altra mia amica, il mio successore, due ciociari, un napoletano e un viterbese. La festeggiata beve, forse ci prova. Mi vien chiesto qual’è l’artista più importante del medioevo, dico che nel medioevo tutti sono importanti allo stesso modo, non vengo capito; qual’è la nazione che diede di più all’arte, rispondo, senza pensare, Germania, anche stavolta non sono compreso; quindi se Carlo Magno e Alessandro Magno vissero prima o dopo Cristo, se Bonifacio VIII era del XX secolo, mi si dice che il medioevo è la storia dei templari e chissà quante altre baggianate. Con un unico tiro finisco la sigaretta che fumavo. L’amica rimasta con me ingurgita una fetta di torta che assaporava, mette la sciarpa. Mi porta via.

Non sono come il mio amico Zagherro che scrive i suoi sogni, questa è la nuda e cruda verità. Grazie FrancesKa per avermi salvato da una condanna per strage plurima.