You are currently browsing the monthly archive for Gennaio 2008.

Quello che è successo oggi in Italia è semplicemente scandaloso. Quattro cani rabbiosi hanno fatto sì che il capo di una confessione, il regnante di uno stato estero sovrano, un uomo qualsiasi non si sia potuto esprimere liberamente. Si può essere d’accordo o non si può essere d’accordo con le parole di Benedetto XVI, nulla cambia. Se si vogliono ascoltare i suoi monimenti, si è liberi di farlo, così come il contrario.
Che 67 perfetti imbecilli, tronfi della pessima autocelebrazione di essenza superiore data da affermazione accademicamente, e un gruppo di persone limitate mentalmente, antidemocratiche e pseudolaiciste, impediscano al Papa di recarsi in un’istituzione culturale per esprimere le idee proprie e di una Chiesa che rappresenta, è inaudito e scandaloso.
Approvo il comportamento di Benedetto XVI, che ha rinunziato a presenziare l’inaugurazione dell’anno Accademico dell’Università La Sapienza. Certi soggetti, vergognosamente appoggiati da infami forze politiche – per di più al governo – che propugnano ideali pacifisti e libertari, in realtà miseramente sopraffatti da preconcetti anticlericali e antilibertari, sovvertono il buon senso della tolleranza in uno stato laico.
Il Papa ha fatto bene, a non farsi sbeffeggiare da questi quattro animali.
Se si fosse trattato di un esponente di una qualsiasi altra confessione, tutto ciò non sarebbe successo. E se fosse successo, ci sarebbe stata una guerra di cultura. E chi oggi ha manifestato contro il capo della religione cattolica, avrebbe supportato spassionatamente il capo della religione X.
Da uomo e da cattolico, sto con Benedetto XVI.
Sono passati cinque giorni, e finalmente risorsi dal postcontaminazione da virus di INFLUENZA INTESTINALE. Scenari apocalittici, immaginate bene. Un vero piacere, starmi attorno.
Ma non piangiamoci addosso (già fatto, mentre iettavo sangue a fare spola tra letto e cesso, e chi mi conosce sa che ho un letto a soppalco…), diciamo semplicemente che ho fatto il grande errore di non avvertire uno dei miei due medici ufficiali, di non chiamare la mia dolce metà d’ordinanza a Messina (no Eugenio, non sto parlando di te).
Cara Valeria, lo so che se ti avessi detto della contaminazione il giorno stesso della contaminazione mi avresti urlato al telefono la ricetta del miracoloso antidoto. Lo so. Sono in pecca. Chiedo perdono e mi sono meritato questo dilettevole ciclo di dissenteria. Per farmi perdonare, posto a te – e a chi legge sto delirio – alcuni exempla di come dovresti (e vorresti) diventare: un classico esemplare trojumante di donna-squalo da divanetto di disco iper-chic. A buoni intenditori.
Chiunque abbia visto o abbia inopinatamente in possesso il mio Dizionario di abbreviature latine ed italiane di Adriano Capppelli è pregato di contattarmi urgentemente. Ne va della mia tesi.
E mi serve. ADESSO.
Sarò riconoscente a vita. Grazie

Auguri, auguri a tutti.



