Sono passati cinque giorni, e finalmente risorsi dal postcontaminazione da virus di INFLUENZA INTESTINALE. Scenari apocalittici, immaginate bene. Un vero piacere, starmi attorno.

Ma non piangiamoci addosso (già fatto, mentre iettavo sangue a fare spola tra letto e cesso, e chi mi conosce sa che ho un letto a soppalco…), diciamo semplicemente che ho fatto il grande errore di non avvertire uno dei miei due medici ufficiali, di non chiamare la mia dolce metà d’ordinanza a Messina (no Eugenio, non sto parlando di te).

Cara Valeria, lo so che se ti avessi detto della contaminazione il giorno stesso della contaminazione mi avresti urlato al telefono la ricetta del miracoloso antidoto. Lo so. Sono in pecca. Chiedo perdono e mi sono meritato questo dilettevole ciclo di dissenteria. Per farmi perdonare, posto a te – e a chi legge sto delirio – alcuni exempla di come dovresti (e vorresti) diventare: un classico esemplare trojumante di donna-squalo da divanetto di disco iper-chic. A buoni intenditori.