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Il bosco delle fragole (Bene, nel titolo già si prefigura un’ossessione freudiana dovuta a carenze affettive)

Tra di noi chi paga sono solo io (eccerto, te sei il solito cojone che pur di tenerti stretta una venderesti pure tua madre)
e del resto non fa nulla (beh, non ci erano dubbi, non ti immagino capace di fare alcunchè se non mugugnare)
forse forse erano meglio le fragole (alias le mignotte, tanto di pagare paghi lo stesso, ma in proporzione tre a settimana ti costano meno di una per una vita)
tu ti eri solo perso. (alt! A chi si sta rivolgendo? Alla moglie? A sè stesso? A un camionista bulgaro? E poi perso dove? Per cosa? Già non ci capisco più una cippa lippa, e siamo al quarto verso)
Sono bello sono bellissimo (l’importante è esserne convinti)
sono bravo sono bravissimo (infatti là dovevi andare  a cantare, oppure a far qualcosa di utile, tipo fare chiavi)
sono solo sono solissimo (non ti chiedi il perchè, bestia?!)
però poi mi sono dato un limite (ovvio, l’anno scorso volevi una vita tranquilla, almeno non smentirti ciccio)
non ho spinto più sulle favole (basta film porno)
sono rimasto solo senza alibi (oddio, una parola desueta a Sanremo, ‘alibi’…)
e ho sognato un bosco senza fragole (cioè?! Un porto senza mignotte?! Un rapporto non consumato?! Il rosso nel conto in banca?!)
e son caduto su di te. (dentro di te)
Pene dell’inferno per me (Eccerto, da che strombazzavi a destra e a manca disinteressatamente, eccote qua le manette! Anche se forse pure quelle te sarebbero piaciute)
non voglio pene senza fine per te (doppio senso, ce l’ha piccolo)
ma solo bene e certezze per te (della serie che te regalo l’aziendina del papi)
non ho non è non ha non ho. (bene, sa gli ausiliari, me ne compiaccio)
Sono cane cane canissimo (Dio!!! Grazie per averlo illuminato!!!)
sono furbo furbo furbissimo (Ecco, hai rivolto il Tuo sguardo altrove… Perchè?!)
sono solo solo solissimo (arichiedete il perchè)
però poi mi sono dato un alibi (a questo punto desumo che la mattina del giorno in cui ha scritto sta canzone, il cantante ha aperto il Devoto Oli a caso per mettere nel testo una parola importante.. ed ecco ‘alibi’… un po’ come ‘empatia’ l’anno scorso con L’Aura)

la paura paura di vivere (questa è da incorniciare, ecco il fil rouge delle sue comparsate sanremesi: la paura dell’ineluttibile presente, la disperazione imperterrita, e chi più ne ha più ne metta. Ora dico io, se hai tanta paura, perchè non te ne stai bel bello a casa?)

non posso star solo senza vincere (infatti ti hanno eliminato al prima sera)
perchè morir senza le fragole (beh, allora sei un fallito)
e son caduto su di me (onanismo)
delusa? (no, esausto)
Pene dell’inferno per me (brucia)
non voglio pene senza fine per te (ma dai, un po’ falla soffrire, almeno ce divertimo un po’)
ma solo bene e certezze per te (eccerto, conoscendoti pirla sarà un’arrivista non da poco che ha trovato il pollo)
non ho non è non ha non ho (l’abbiamo capito, così come chi legge ha capito che odio i ritornelli)
Pene dell’inferno per me (e vacce, suvvia!)
non voglio pene senza fine per te (certo, l’isterectomia è meglio che la faccia un medico)
ma solo bene e certezze per te (l’unica certezza che ho è che non comprerò il tuo cd)
non ho non è non ha non ho (ahhhhhhhhhhhhhhhh è infinitaaaaa)
Non è non è non è che non ti capisca (no, siamo noi che non capiamo te)
però però non ho tempo (però il tempo per smarrugiarci le balle ce lo hai avuto)
domani domani domani chi sa? (di certo non ricommenterò la tua canzone… và a comprare un trilogy a sta povera disperata e scompari)

Beh, alla fine rispetto alle altre canzoni che ci propinano questa mica è male…

Trojume qui giunto

  • 26,430 Trojumanti

Carmen Potatorum

In taberna quando sumus, non curamus quid sit humus, sed ad ludum properamus, cui semper insudamus. Quid agatur in taberna, ubi nummos est pincerna, hoc est opus ut queratur: si quid loquar audiatur. Quidam ludunt, quidam bibunt, quidam indiscrete vivunt. Sed in ludo qui morantur, ex his quidam denudantur, quidam ibi vestiuntur, quidam saccis induuntur. Ibi nullus timet mortem, sed pro bacho mittunt sortem. Primum pro nummata vini: ex hac bibunt libertini. semel bibunt pro captivis, post hec bibunt ter pro vivis, quater pro christianis cunctis, quinquies pro fidelibus defunctis, sexies pro sororibus vanis, septies pro militibus silvanis, octies pro fratribus perversis, novies pro monachis dispersis, decies pro navigantibus, undecies pro discordantibus, duodecies pro penitentibus, tredecies pro iter agantibus. Tam pro Papa quam pro Rege bibunt omnes sine lege. Bibit hera, bibit herus, bibit miles, bibit clerus, bibit ille, bibit illa, bibit servus cum ancilla, bibit velox, bibit piger, bibit albus, bibit niger, bibit constans, bibit vagus, bibit rudis, bibit magus, bibit pauper et egrotus, bibit exul et ignotus, bibit puer, bibit canus, bibit presul et decanus, bibit soror, bibit frater, bibit anus, bibit mater, bibit ista, bibit ille, bibunt centum, bibunt mille. Parum sexcente nummate durant, cum immoderate bibunt omnes sine meta. Quamvis bibani mente leta, sic nos rodunt omnes gentes, et sic erimus egentes. Qui nos rodunt confundantur et cum iustis non scribantur.

 

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