Stai sfogliando l'archivio delle categorie per la categoria ‘Cinema’ .
Da grande voglio fare il pinguino cammorrista. Accorrerò il 19 dicembre al cinema a seguire la seconda puntata del corso di formazione, ovviamente in Madagascar 2 – Via dall’isola.
Godo godo godo:

Cadono tutte le certezze, Carrie Bradshaw si sposa nella versione cinematografica di Sex and the City. Dedicato al Barbagiannino mio.
Dopo aver inserito d’ufficio tutti i testi di Moccia e dei mocciani, i film che hanno a che fare con Moccia e i Mocciani, le fiction per noi ‘giovini’ che si ispirano a Moccia e i mocciani e i cantanti supportati da carampane di Moccia e mocciani, quali Tiziano Ferro, Luca DiRisio, Paolo Meneguzzi, Finley e via dicendo, mi sono cimentato in una sana documentazione di ciò che può far parte di questo mio meraviglioso libro nero.
Stasera ho visto per sottopore al mio inflessibile giudizio il film Il Pap’occhio di Renzo Arbore (1980) con Arbore stesso, un Roberto Benigni prepopulista, una giovanissima e bellissima Isabella Rossellini, un Diego Abatantuono ancora pugliese e tutto l’ambaradan della comacca arboriana, con camei di Mariangela Melato, Milly Carlucci, Ruggero Orlando, Luciano De Crescenzo, Martin Scorsese etc..
La pellicola in questione, dopo esser distribuita in sala fu presto ritirata e censurata per vilipendio alla religione di stato, e rimessa in commercio in VHS nel 1998 dopo l’Oscar a Benigni per La vita è bella. Questo perchè la storia narra della turpe intenzione di Giovanni Paolo II (magistralmente interpretato come uno sprovveduto cocciuto sportivo da Manfred Freyberger) di incrementare il numero dei fedeli cattolici con la creazione di una TeleVaticana che diffonda il verbo di santa romana chiesa ai "giovini che guardano tv e fumano spinotti". E alla creazione di TeleVaticana viene chiamato appunto Renzo Arbore, notato dal papa polacco in uno spot pubblicitario.
Da qui partono le vicende dello spettacolo Gaudium Magnum, il programma di punta della nuova rete televisiva. E con una serie di trasposizioni di accadimenti del triduo pasquale, scene tragicomiche, farse grottesche, tradimenti vari annessi e connessi con un tanto astorico quanto divertente cardinale Richelieu (irresistibile Graziano Giusti) si sviluppa la trama fino alla prima puntata dello show… che si sbriga subito in un ‘Pap’occhio’…
In poche parole il film, come avete potuto ben capire, per quanto blasfemo e irriverente non farà parte del mio personalissimo indice. E’ a dir poco geniale.
ps. E poichè aprile è un mese prolifico (mia statistica è che luglio sia il mese preferito per concepire), mi preme menzionare la mia amicacollegablogger FrancesKa che oggi compie il suo XXII genetliaco…
C’è da dire però che le mie rosee aspettative sono state disattese. Il film mi ha ampiamente deluso. Non che non faccia ridere (la maggior parte del pubblico di stasera si è scialato, in verità io avrò riso un tre volte al massimo e non di certo di gusto), ma ho trovato la sottile comicità di Guzzanti talvolta un po’ troppo pesante, bassa, soprattutto stereotipata.
Stereotipi ormai abusati, recepiti in tutte le solfe. Cortesemente, è un conato continuo. Ci si deve necessariamente ridurre a guardare i "film" di Boldi, De Sica jr. o Calà per ridere?!?!



