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E’ eloquente l’articolo di Repubblica.it (Catania: ultrà, guerriglieri e devoti. "E adesso tutti da Sant’Agata"). Come si fa a permettere eventi di giubilo (anche se viene spacciato il ridimensionamento e il tonus minor) quando l’intera città va punita?!
E’ poi da aggingere un’opinione intelligentissima che non mi aspettavo: l’opinione di Pippo Baudo (Catania: Baudo, Chiesa lontana da realtà).
E’ chiaro: la Chiesa catanese-siciliana e, per traslato dal concetto di Ecclèsia stessa, la Chiesa tutta hanno sbagliato.
Con che coraggio si permette che questo popolo etneo, congenitamente e culturalmente aggressivo e ignorante, abbia la faccia tosta di battersi il petto nella totale incoscienza degli accaduti?! E’ risaputo che in Sicilia la percentuale dei credenti (e non in senso lato) che partecipano attivamente alle feste religiose sia sconvolgemente minima: è così a Catania per sant’Agata, a Palermo per santa Rosalia, a Messina per l’Assunta.
Come si fa a credere che limitare il folklore e dare alla festa il solo significato religioso consenta una risvolto penitenziale negli animi di una cittadinanza ai limiti della ferinità?!
Di tutto questo me ne vergogno, da siciliano e da credente.
ps. Non intendo marchiare a fuoco le singole persone, ma si sa:



