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Ed anche questa è stata fatta. Sono tornato, sano e salvo.
Gli otto giorni passati in Francia sono stati tanto intensi quanto rilassanti. Mi sono goduto la vacanza, una bella vacanza.
Immagino la curiosità di molti dei miei lettori sugli accadimenti parigini. Raccontare, sia per iscritto che per voce, non è facile. Sintetizzare in poche righe tutto ciò che ho visto, gustato e apprezzato, disgustato e disprezzato, nei molteplici ambiti della sfera sensorale è impossibile.
Resta certo il ricordo, i ricordi: di dettagli microscopici che portano a sensazioni macroscopiche, e viceversa.
Mi ha reso felice poter vedere ciò che studio, confermare nozioni e concetti assimilati, ma anche scoprire cose nuove, tante cose nuove.
Il Louvre è una meraviglia, così come il Musee d’Orsay; scoprire un rutilante Rodin acquarellista è un’emozione senza pari; vedere lo spettacolo vetrate della Saint Chapelle lascia senza fiato; i mosaici Art-Nuveau del Pantheon sono stati la goduria che meno mi aspettavo; mentre tutto pensavo, fuorchè il mirabilante esterno di Notre Dame potesse celare un gotico freddissimo all’interno, o che la Tour Eiffel fosse (sempre per i mie sensi) un ruvido ammasso di ferro. E via dicendo.
Tali i colori: dal verdastro della Senna al tramonto inquietantemente bello dalla terrazza del Centre G. Pompidou, al mesto grigiore del Pere-Lachaise sotto la pioggia. E via dicendo.
E i sapori: della creme Brulee, della zuppa di cipolle (sic) e della Corona serale-domestica. E via dicendo.
Potrei continuare all’infinito, ma preferisco tenere egoisticamente entro me certe emozioni. Condividerle oralmente fra un paio di giorni: sarà sicuramente più bello e stimolante avere interlocutori vis-a-vis, dopo aver la definitiva coscienza di esser tornato a Viterbo.
E a proposito di interlocutori mi urge menzionare l’unico mio interlocutore in questa vacanza e condivisore delle mie emozioni. Menzionare e ringraziare Michele. Perchè grazie -anche e soprattutto- la sua stimolante compagnia gli otto giorni parigini rimarrano indelebili. Di ciò ne sono certo.
Aggiornamento in itinere per i miei diletti lettori.
Sono vivo, la vacanza procede notevolmente bene, io e il mio compagno di viaggio abbiamo raggiunto un livello di relax e pace celebrale notevole.
Il tempo metereologico ci ha degnato dei suoi momenti sereni appena i primi due giorni di vita parigina. Va’ detto che comunque in giro ci si sta poco, luoghi da visitare abbondano e non termineremo mai di farci programmi di visite che siamo certi non rispetteremo. Un dato è certo: la sera malgrado le nostre volonta’ ci si muta in casalinghi colto/disperati…
Notre Dame ha deluso le mie aspettative che già rosee non erano; in compenso ho violentato le opere del Tesoro Capitolare, stuprandole una ad una.
Il Musee du le Gare d’Orsay è enorme e ha prodotto non pochi deilemmi esistenziali: i quadretti di Seraut stanno meglio in un bagno o in un corridoio?!?! Ma soprattutto, se il museo era una stazione, esternamente dove cazzo passavano i treni?!?! E ancora, con che cuore si può allestire un museo ordinando le collezioni per provenienza, facendo in modo che in tre piani, ci siano una decina di sale sparse con Renoir?!
Ieri abbiamo fatto una follia. Il Musee du Louvre visitato in quattro ore serali. E bisogna dire che trottolando per gallerie varie, sale annesse, butti, fondamenta, sotterranei, terrazze etc. etc., ne abbiamo visitato quasi tre quarti. Ovviamente per fare in modo che ci rimanessero in mente una ventina di opere tra le mille e mille viste. E per fare in modo che ci rimanesse in mente come nella Vergine delle Rocce di Leonardo si notino più le impronte delle dita sul vetro che le rocce stesse. La Gioconda l’ho salutata da lontano. La Morte della Vergine di Caravaggio l’ho sognata stanotte. Tintoretto e Veronese sono da orgasmo. Ma cosa peggiore, i francesi traducono i cognomi degli italiani: Carracci è le Carache, Caravaggio le Caravage e via dicendo.
Per la gioia dei miei compagni/colleghi/amici di arte medievale, ho pensato loro alla vista dei contrafforti di Notre Dame e della Saint Chapelle.
In programma il resto. Spero di poter aggiornare più frequentenmente. Trovando un internet point ovviamente. Considerando che il piuùvicino a casa (ovvero questo da cui scrivo, alla Bastiglia) dista da essa circa 800 metri.
Al Caffè’ Trojume e a tutti i miei lettori un caro saluto.
Conversazione telefonica
G: Michele, come sei messo col francese?!
M: Ottimamente…
G: Ah sì?!
M: Eccome no, so dire bonjour, bonsoire, bon nuit…
G.: …
Non so voi, ma credo che stiamo per partire con i migliori presupposti per sopravvivere…
Dopo aver riscosso ampio successo in un post precedente e soprattutto in vista della prossima partenza per Parigi, l’oroscopo de La Repubblica delle Donne per la settimana che mi si prospetta dinanzi va citato d’obbligo.
Bilancia
Ha senz’altro ragione il rabbino di Manhattan Irwin Kula, che consiglia di “abbracciare il sacro disordine della vita, perché una cucina sempre tutta a puntino è una cucina dove nessuno ha mangiato”. Eppure voi lo smentite. Mangiate e di gusto e la cucina è sempre linda. Date il via a disordine e caos e subito dopo ecco di nuovo tutto nitido, perfetto, risplendente. Alcuni di voi fino a poco tempo fa diventavano matti, scegliendo decisamente il digiuno prolungato pur di non far cadere la macchiolina d’olio o di caffè. Invece, adesso è festa pura; oppure, senza esagerare, non c’è aria di sacrificio. E non c’è nemmeno disordine, trambusto, fastidioso andirivieni di aspirapolvere mentali.
Più comprensibile di quello del 3 marzo.
In poche parole luoghi adibiti alla preparazione di pietanze sono allegoria della mia vita. E molto più semplicemente a Parigi mi conviene sporcare la cucina della casa in cui sto.
Mi inquietano un po’ le aspirapolveri mentali. Dentro la testa, si sa, c’è poco e in disordine: ma il criceto, se prima non riordina il casino celebrale, dopo non ha la carica per far girare la rotellina.
Povero criceto senza aspirapolvere in terra franca, quindi. Impazzirà.
«Mamma, vedi che mi son fatto un regalino post esami…»
E’ ufficiale.
Dal 14 al 22 marzo io e Michele siamo a Parigi.
Per ulteriori informazioni, compresi i moduli per le richieste di souvenir, borse Vuitton, foulard Hermes, reliquie del Moulin Rouge, barattoli di salubre acqua della Senna et alia attendere i prossimi post.



