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Quello che è successo oggi in Italia è semplicemente scandaloso. Quattro cani rabbiosi hanno fatto sì che il capo di una confessione, il regnante di uno stato estero sovrano, un uomo qualsiasi non si sia potuto esprimere liberamente. Si può essere d’accordo o non si può essere d’accordo con le parole di Benedetto XVI, nulla cambia. Se si vogliono ascoltare i suoi monimenti, si è liberi di farlo, così come il contrario.

Che 67 perfetti imbecilli, tronfi della pessima autocelebrazione di essenza superiore data da affermazione accademicamente, e un gruppo di persone limitate mentalmente, antidemocratiche e pseudolaiciste, impediscano al Papa di recarsi in un’istituzione culturale per esprimere le idee proprie e di una Chiesa che rappresenta, è inaudito e scandaloso.
Approvo il comportamento di Benedetto XVI, che ha rinunziato a presenziare l’inaugurazione dell’anno Accademico dell’Università La Sapienza. Certi soggetti, vergognosamente appoggiati da infami forze politiche – per di più al governo – che propugnano ideali pacifisti e libertari, in realtà miseramente sopraffatti da preconcetti anticlericali e antilibertari, sovvertono il buon senso della tolleranza in uno stato laico.
Il Papa ha fatto bene, a non farsi sbeffeggiare da questi quattro animali.
Se si fosse trattato di un esponente di una qualsiasi altra confessione, tutto ciò non sarebbe successo. E se fosse successo, ci sarebbe stata una guerra di cultura. E chi oggi ha manifestato contro il capo della religione cattolica, avrebbe supportato spassionatamente il capo della religione X.
Da uomo e da cattolico, sto con Benedetto XVI.

Pensavo sinceramente che la puntata di Ciao Darwin in cui gareggiava il famoso chierichetto gay di Forza Italia (ah no! Partito del Popolo della Libertà della Pagnotta…) cacciato dal parroco del paesello suo fosse andata in onda la settimana scorsa. Ho appurato che è stata trasmessa stasera.

(Mea culpa, dovevo leggere con più attenzione l’articolo).

Ad ogni modo, acuta mossa pubblicitaria…

Michela ha segnalato la presenza di un illustrissimo ospite (…) per l’edizione 2007 del Trasporto della Macchina di Santa Rosa; il Comune di Viterbo già pensa al futuro, per il 2008 il rischio è grosso, si vuole strafare, l’ospite agognato è assaitroppoassai illustre:

“Quest’anno ricorre il 750° anniversario da quando Papa Alessandro IV scelse Viterbo quale sede pontificia. Trascorsero ben 24 anni prima che la sede fosse riportata da Papa Martino IV a Roma. [...] L’inizio dei festeggiamenti avrà inizio il 3 settembre 2007, con il Trasporto della Macchina di S. Rosa e culminerà nel 3 settembre 2008, altra data di fondamentale importanza, che celebra i 750 anni dal “primo trasporto” della Santa di Viterbo. [...] Una ricorrenza tanto speciale sarà sottolineata, ce lo auguriamo tutti, dalla presenza di Benedetto XVI: a lui il sindaco ha già inviato una lettera con cui lo invita a presenziare al trasporto 2008 della Macchina di S. Rosa”.
(fonte: Ufficio Stampa del Comune di Viterbo)

Cazzo, è una settimana che non scrivo. Si vede che ho avuto da fare, ma anche di che non fare.

Settimana intensa appunto: ma se faccio mente locale non trovo nulla talmente rilevante e degno da poter esser scritto sul blog. Potrei dire che ho pulito il frigorifero, ma non gliene frega a nessuno; potrei scrivere che due amiche possedute da non-so-quale-spirito in sessione di shopping sfrenato sono arrivate a compare scarpe presso una sanitaria, ma cazzi loro; potrei sproloquiare dell’odio viscerale che nutro nei confronti dell’istituzione universitaria che frequento, e dei suoi uffici, ma è meglio di no che potrei esser preso per pazzo-assassino-psicotico; potrei trattare delle mollette di plastica rossa che stingono sulle camicie bianche di lino stese ad asciugare, ma sembrerei una casalinga disperata.

Ecco cos’è di rilevante: finalmente oggi un passo in avanti, il Papa ha dato piena libertà all’uso del Messale del 1962, per internderci si torna alla messa in latino, ma a discrezione. Ed era ora. E al primo che dice che è un passo indietro, propongo un’altra innovazione: i processi per stregoneria (utili utili utili).

ps. E ancora, guai a chi si lamenta che il link è in latino: il latino VA SAPUTO.

Trojume qui giunto

  • 26,312 Trojumanti

Carmen Potatorum

In taberna quando sumus, non curamus quid sit humus, sed ad ludum properamus, cui semper insudamus. Quid agatur in taberna, ubi nummos est pincerna, hoc est opus ut queratur: si quid loquar audiatur. Quidam ludunt, quidam bibunt, quidam indiscrete vivunt. Sed in ludo qui morantur, ex his quidam denudantur, quidam ibi vestiuntur, quidam saccis induuntur. Ibi nullus timet mortem, sed pro bacho mittunt sortem. Primum pro nummata vini: ex hac bibunt libertini. semel bibunt pro captivis, post hec bibunt ter pro vivis, quater pro christianis cunctis, quinquies pro fidelibus defunctis, sexies pro sororibus vanis, septies pro militibus silvanis, octies pro fratribus perversis, novies pro monachis dispersis, decies pro navigantibus, undecies pro discordantibus, duodecies pro penitentibus, tredecies pro iter agantibus. Tam pro Papa quam pro Rege bibunt omnes sine lege. Bibit hera, bibit herus, bibit miles, bibit clerus, bibit ille, bibit illa, bibit servus cum ancilla, bibit velox, bibit piger, bibit albus, bibit niger, bibit constans, bibit vagus, bibit rudis, bibit magus, bibit pauper et egrotus, bibit exul et ignotus, bibit puer, bibit canus, bibit presul et decanus, bibit soror, bibit frater, bibit anus, bibit mater, bibit ista, bibit ille, bibunt centum, bibunt mille. Parum sexcente nummate durant, cum immoderate bibunt omnes sine meta. Quamvis bibani mente leta, sic nos rodunt omnes gentes, et sic erimus egentes. Qui nos rodunt confundantur et cum iustis non scribantur.

 

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