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Ho bisogno d’affetto, tanto affetto: vado a comprarmi un paio di scarpe.

 

 

***

 

Aggiornamento h. 20.05: nonostante il secondo giorno di saldi, a Viterbo di domenica i negozi di scarpe sono comunque chiusi.

 

Missione di oggi: COMPLETAMENTE FALLITA.

Per una cronaca dettagliata della sessione di shopping sfrenato di sabato scorso a Roma con l’ottima Michela in occasione dell’inizio dei saldi A/I, rimando al blog della mia compagna di avventura.

In questa sede intendo fare solo alcune precisazioni:

1. Gli acquisti sono dovuti al fatto che la mattina non so mai che mettere, e non che soffro di una patologia maniacale che mi porta al continuo shopping.

2. Desidero ringraziare vivamente la Polizia di Stato per esser intervenuta a disperdere gli animalisti che manifestavano davanti alla boutique di Roberto Cavalli in via Borgognona, prima che costoro si accorgessero della mia performance quando ero in fila per Gucci: mimare il verso dell’ermellino in procinto di schiattare prima di diventare pelliccia.

3. Ringrazio ancor più vivamente la Divina Provvidenza per aver fatto sì che proprio sabato non mi funzionassero 3 carte di credito su 4, tale che il mio conto in banca non sia già in rosso.

4. Da Burberry in via Condotti il mio corpo era posseduto dallo spirito Crimi-Smiroldo quando,
intento a rovistare tra i megaripiani pieni di qualsiasi bendiddio, inveivo contro il mondo, non trovando alcun capo della mia taglia.

5. Ho comprato l’ennesima camicia rosa perchè incosciamente nostalgico del post-intervento agli occhi, quando vedevo tutto rosa. Di questa nostalgia me ne sono reso conto, guarda caso, solo una volta giunto a Viterbo.

6. Chiedo scusa a coloro che in fila per Hogan si son visti superare da me: i miei piedi in quel momento non rispondevano ai dettami del cervello.

7. Zara in periodo di saldi è na sòla, non ha camicie con doppio polso.

8. Vorrei fare presente alla sig.ra Ciprini che non è colpa mia se ho iniziato la figlia alle grandi firme, è stato il fato avverso.

9. Capisco perché Calvin Klein mette le calzature in saldo al 70%: le taglie delle scarpe rimaste partono dalla 45.

Ho la non so come strana impressione di stare per partire per Bologna con non ottime intenzioni.

Di ritorno dalla facoltà sono andato in libreria con la mia fida Fabiana ad acquistare qualcosa per far volare il tempo del viaggio . Con le migliori intenzioni mi sono avvicinato alla sezione di storia medievale. Non trovando niente di congeniale per un quattro ore buone di treno, ho optato per la sezione di religione e teologia. Nada.

Improvvisamente mi son trovato davanti alla sezione di cucina: tra suor Germana, Antonella Clerici e i suoi cococò, frate Indovino, la cucina dei romani antici, la cucina della nonna, la cucina di mia sorella in carrozza, l’abbaglio: Cucina stupefacente. Nuovi stati alterati di coscienza: introduzione alla Neurodietologia (Roma 2005) di Elisabetta Valentini. Ma secondo voi IO non potevo pigliarlo subito?? Ma che meraviglia sarà scoprire le proprietà sballanti dell’origano?! O quanto serva alla fertilità la lattuga (ciò significa che non ne dovrei mangiare più… mmhhh… ma vediamo:-)…)?!

Ormai stupefatto per la scelta, vengo colto da un altro furor mistico: Come diventare bella, ricca e stronza (Milano 2006) di Giulio Cesare Giacobbe. E non trovandolo tra gli scaffali, sono stato così impavido da spararmi la figura di merda col commesso (anche se secondo me non c’era niente da figura di merda… ma tanto lo stesso il cretino mi ha fatto il sorrisino del tipo "si si assecondiamo sto pirla"). Fattostà che la lettura è d’obbligo per un trojume come me. E sicuramente se ne coglieranno i frutti. Eheh.

Ormai alla cassa, beato e soddisfatto e appagato per l’arricchimento della biblioteca domestica, la fida mia accompagnatrice mi porge dinanzi un libello: Kama Sutra per l’ufficio. Ovvero gioie e godimenti sul posto di lavoro (Milano 2002 [San Francisco 2001]) di Julianne Balmain. Ovviamente l’ho preso. Pensare al capitolo sulla danza dei post-it mi eccita alquanto.

Infine tornando a casa mi sovviene che in un negozio qua vicino vendono un oggetto che manca ad una mia anonima collezione: poteva mancare tra manette e catene un frustino?!?! Non manca più :-D.

Inutilità effimere

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Trojume qui giunto

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Carmen Potatorum

In taberna quando sumus, non curamus quid sit humus, sed ad ludum properamus, cui semper insudamus. Quid agatur in taberna, ubi nummos est pincerna, hoc est opus ut queratur: si quid loquar audiatur. Quidam ludunt, quidam bibunt, quidam indiscrete vivunt. Sed in ludo qui morantur, ex his quidam denudantur, quidam ibi vestiuntur, quidam saccis induuntur. Ibi nullus timet mortem, sed pro bacho mittunt sortem. Primum pro nummata vini: ex hac bibunt libertini. semel bibunt pro captivis, post hec bibunt ter pro vivis, quater pro christianis cunctis, quinquies pro fidelibus defunctis, sexies pro sororibus vanis, septies pro militibus silvanis, octies pro fratribus perversis, novies pro monachis dispersis, decies pro navigantibus, undecies pro discordantibus, duodecies pro penitentibus, tredecies pro iter agantibus. Tam pro Papa quam pro Rege bibunt omnes sine lege. Bibit hera, bibit herus, bibit miles, bibit clerus, bibit ille, bibit illa, bibit servus cum ancilla, bibit velox, bibit piger, bibit albus, bibit niger, bibit constans, bibit vagus, bibit rudis, bibit magus, bibit pauper et egrotus, bibit exul et ignotus, bibit puer, bibit canus, bibit presul et decanus, bibit soror, bibit frater, bibit anus, bibit mater, bibit ista, bibit ille, bibunt centum, bibunt mille. Parum sexcente nummate durant, cum immoderate bibunt omnes sine meta. Quamvis bibani mente leta, sic nos rodunt omnes gentes, et sic erimus egentes. Qui nos rodunt confundantur et cum iustis non scribantur.

 

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